Strage alla stazione di Viareggio, Moretti andrà in cella. I familiari delle vittime: «I colpevoli hanno un nome»

Diventano definitive le condanne per disastro ferroviario colposo nel processo per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Lo hanno deciso venerdì i giudici della quarta sezione penale di Cassazione che hanno rigettato i ricorsi dei 12 imputati rimasti nel procedimento (inizialmente erano 33), confermando la pena a 5 anni di carcere per Mauro Moretti e le altre per gli altri 11 imputati.
L’ex amministratore delegato di Ferrovie ora finirà in carcere e appena potrà il suo avvocato chiederà i domiciliari. «L’ingegnere Moretti non è colpevole, lo dicono le carte non lo dico io — le parole dell’avvocato Ambra Giovene che difende Moretti — Sono indignata da questa sentenza perché profondamente ingiusta. È ingiusto per le persone che vengono travolte da questo esito, per alcuna delle quali si apriranno le porte del carcere per un reato colposo, che sicuramente è un fatto gravissimo: ci furono 32 morti e centinaia di feriti». La sentenza di ieri arriva dopo sette processi, tra primo grado, appello e Cassazione, e a quasi 13 anni dall’avvio del processo di primo grado in tribunale a Lucca, cominciato il 13 novembre 2013.
E, cosa ancor più emblematica, a soli 4 giorni dal diciassettesimo anniversario di quel 29 giugno 2009 che costò la vita a 32 persone bruciate vive dall’esplosione causata dalla fuoriuscita di gpl dal vagone di un treno merci deragliato a poche centinaia di metri di distanza dalla stazione di Viareggio. Inizialmente i capi di imputazione erano quattro: lesioni colpose gravi e gravissime, incendio colposo, omicidio colposo e disastro ferroviario colposo: i primi tre sono finiti in prescrizione nel corso del processo.
Ieri in Cassazione non c’era nessuno dei familiari delle vittime, e il perché lo spiega Daniela Rombi, presidente e anima dell’Associazione Il Mondo che Vorrei. «Da 17 anni aspettavamo la fine di questa vicenda giudiziaria — Non sapevamo nulla dell’udienza in Cassazione, l’abbiamo scoperto oggi (ieri per chi legge, ndr) per caso e questo ci dispiace molto. Se l’avessimo saputo saremmo andati a Roma.
In questa fase, dovendo solo ricalcolare la pena, non erano tenuti ad avvisarci. Da un punto di vista procedurale sarà sicuramente corretto ma questo non serve a smorzare la nostra rabbia».
I familiari delle vittime in questi anni non hanno disertato una sola udienza e in aula hanno portato le maglie con i volti di tutti i loro cari scomparsi. La stessa Rombi nel gennaio 2021 sfidò le restrizioni anti-pandemia (che all’epoca non consentivano spostamenti da una regione all’altra) e si recò a Roma per esser presente, dall’esterno del palazzo, alle udienze del primo processo di Cassazione. «La verità la sapevamo — commenta Tiziano Nicoletti, avvocato di parte civile di Marco Piagentini, l’uomo che nella strage ha perso la moglie e due figli di 2 e 4 anni — ma a questo punto c’è anche la verità giudiziaria.
A noi la quantità delle pene non è mai interessata, era importante però dare nomi e cognomi ai colpevoli. Adesso possiamo dirlo che non si è trattato di “uno spiacevolissimo episodio” (lo disse Moretti nel 2010 in Senato ndr), ma di una strage ferroviaria colposa».
Nel gennaio 2024, subito dopo la sentenza di Cassazione bis, l’ex ad di Trenitalia Vincenzo Soprano, condannato a 4 mesi e 2 mesi, si era costituito a Rebibbia, primo imputato a finire dietro le sbarre in questo processo. Soprano è poi uscito dopo circa un anno e mezzo, con l’affidamento in prova.
Nessun commento da parte della sindaca di Viareggio Sara Grilli.
Information from Corriere della Sera. Edited by: Noticias Today.
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